Monte Redentore a Formia

Monte Redentore a Formia

Un escursione magica tra Storia e Religione

Consiglio 
Latinamipiace!
Vestirsi sempre 
in maniera adeguata

Stagione Ideale
Primavera/Estate


Tipo di attrazioni
Naturale

Belvedere
Eremo di San Michele Arcangelo

Monte Redentore a Formia è sicuramente uno dei percorsi dove fare trekking o una passeggiata nel week-end, più suggestivi della provincia di Latina . Si tratta del monte più frequentato dei Monti Aurunci, sia per gli aspetti storici e religiosi, che per quelli paesaggistici ed ambientali.

Una passeggiata sospesi tra mare e montagna, affacciati sulla straordinaria Riviera di Ulisse. Ad aspettarvi vi sarà anche l’Eremo di San Michele Arcangelo , santuario rupestre del 830 d.c. ricavato in un ambiente ipogeo,la statua del Cristo Redentore e molto altro ancora.

Scopriamo allora insieme la sua storia e tutti i suoi segreti.

Come arrivare sul monte Redentore

Per poter arrivare alla cima del Monte Redentore bisognerà percorrere il sentiero n. 960, che si può iniziare senza problemi in prossimità del Rifugio Pornito (quota 810 metri) , raggiungibile da Maranola, frazione di Formia. Qui si può parcheggiare l'auto ed iniziare a salire lungo il sentiero.

Caratteristiche sentiero Monte Redentore

Dislivello: circa 450m

Lunghezza: 3,5 km

Tempo: all'incirca 3 ore e mezza

Difficoltà : Turistico ben tenuto e non presenta difficoltà particolari, il che lo rende adatto a famiglie con ragazzi

Segnaletica: segnali di direzione del Parco e segni CAI

Note: A quota 1158m, nei pressi del Santuario di San Michele Arcangelo, vi è una fonte dove potete rifornirvi di acqua fresca e dissetarvi

Rifugio Pornito sul Monte Redentore

Il Rifugio Pornito offre il servizio di accoglienza e di informazione ai turisti ed escursionisti che vogliono avventurarsi sul Monte Redentore. Offre inoltre il servizio di ristoro proponendo bibite e una selezione di prodotti locali.

Eremo di San Michele Arcangelo Monte Redentore

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L’eremo di San Michele Arcangelo nella frazione di Manarola nel comune di Formia, è un piccolo santuario risalente all'830 d.C. incastonato nella roccia del Monte Altino a 1158 m. di altitudine, sotto la cima del Redentore.

La facciata della Chiesa è stata ricostruita in stile gotico nel 1893 e dalle sue pareti interne e dalla volta, stilla l'acqua di una freschissima sorgente. Al suo interno è presente la statua di San Michele.

Per arrivare all'eremo di San Michele bisogna percorrere la cosiddetta "Strada della statua" nata per trasportare la grande immagine del Redentore che dal 1901 sovrasta dall'alto della cima del monte la città di Formia ed il suo mare.

La cima del Redentore

La cima del Redentore si trova a 1252 m, e fa parte della catena montuosa dei monti Aurunci,in particolare si tratta della spalla meridionale del monte Altino, quindi non è come pensano in molti una montagna a parte ma bensì una parte del monte Altino.

Dall'alto della sua cima si può ammirare il litorale di Formia Gaeta e Scauri, oltre che la foce del Garigliano, e nei giorni senza foschia le isole di Ischia e Capri oltre che le isole pontine, molti hanno definito questo panorama come uno dei più belli dell'intero appennino.

Storia della statua del Monte Redentore

Con l’ Enciclica Praeclara del 1894, il Papa Leone XIII espresse un giudizio deludente sul secolo XIX che stava finendo in quanto era stato pieno di sciagure e guerre , augurando nel contempo al mondo intero , un prosperoso e pacifico XX secolo. Il suo consigliere Conte Acquaderni gli propose di iniziare il Secolo collocando 19 monumenti al Redentore da apporre sulle vette italiane più belle e più panoramiche, per suggellare la chiusura del vecchio secolo.

Qualche anno più tardi Ludovico Pecci , nipote del Papa XIII , chiese di modificare l’idea proponendo di guardare al futuro invece che al passato. In pratica volle aggiungere un altro monumento ai 19 previsti, per collocarne uno a Monte Capreo di Carpineto Romano dove era nato il suo zio divenuto Papa. Il Papa accettò l’idea di posizionare venti monumenti del Redentore su altrettante vette panoramiche per omaggiare il XX secolo.

La Statua fu realizzata dalla Ditta Rosa Zanazio e fusa dalla Fonderia Tuse Mense di Parigi in un unico blocco e con un peso complessivo di ventuno quintali. Fu trasportata per via ferroviaria e arrivo a Formia nel mese di settembre del 1900. Dalla città fu trasportato fino a Maranola, con un enorme carro trainato da quattro buoi messi a disposizione da un coltivatore del Comune di Elena a Gaeta. Fu conservata nella Chiesa dell’Annunziata del piccolo borgo formiano per tutto il periodo invernale. Nel frattempo si iniziarono i lavori per creare una strada di dodici km per congiungere Maranola al Monte Altino.

Il 04 Giugno del 1901 la Statua iniziò il cammino in salita poggiata su una slitta appositamente costruita e trainata sempre da buoi e da centinaia di persone che dopo quaranta giorni raggiunsero la vetta, anche se i giorni effettivi di trasporto furono quattordici.

Il 29 luglio del 1901 fu apposto sulla Croce un parafulmine e, per annunciare il lieto evento, furono sparati a salve 33 colpi con un cannoncino.

Tradizioni

Ogni anno la prima domenica dopo il 13 Giugno, secondo quanto vuole la tradizione, la statua di S. Michele viene portata in spalla dai fedeli dal borgo di Maranola accompagnati da zampogne e strumenti tradizionali sino all’eremo, dove rimane tutta l’estate per ritornare in paese a fine settembre.

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